2012: La Sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti con sentenza numero 214 ( /g7pHXk ) condanna a titolo di colpa grave le dieci concessionarie ad un totale di circa 2,5 miliardi di euro.
Una storia incredibile che è stata oggetto di unenorme strumentalizzazione politica.
Del resto, aggiungono, per quanto si è avuto modo di capire, gravissime carenze nel sistema sussistono tuttora.
La somma viene inserita negli atti di citazione, e dopo un ricalcolo chiesto dalle società, in primo grado la Procura regionale contesta un danno erariale per 90 miliardi.E il problema è anche in un settore che, ai massimi livelli, non ha credibilità alcuna, né è garanzia di trasparenza).Poco importa che si tratti di notizie vere, inventate o manipolate.110, comma 6, del.U.L.P.S.La terza Sezione dappello della Corte dei Conti ha anche assolto gli ex alti dirigenti dei Monopoli, Giorgio Tino e, antonio Tagliaferri.I 98 miliardi di euro, dunque, non esistono, non sono mai stati comminati come sanzione a nessuna società.Il commissariamento però è scattato dopo la nota con cui lex magistrato contabile Alfonso Rossi Brigante nominato controllore della legalità da Bplus in cambio della sospensione dell interdittiva maquinitas tragamonedas gratis piramides ha segnalato che la società ha interrotto le operazioni controllate.Ovviamente le cose non stanno così.La citazione in giudizio riguarda dieci concessionari (Atlantis World Giocolegale limited, la Snai spa, la Sisal spa, la G matica srl e la Cogetech, spa, Gamenet spa, Lottomatica Videolot Rete spa, Cirsa Italia srl,.b.G.A dicembre scorso, Pecoraro ha emesso una nuova interdittiva, segnalando rapporti contrattuali con esercenti con precedenti penali, prolungando così il commissariamento.Ma che la giornalista in studio (e i politici) non approfondiscano la vicenda nella maniera corretta per me è triste.Multe per anche gli altri operatori: 120 milioni per Cirsa Italia, 245 milioni per Sisal Slot, 100 milioni per Lottomatica, 150 milioni per Gmatica, 115 milioni per Codere, 200 milioni per HBG, 235 milioni per Gamenet, 255 milioni per Cogetech, 210 milioni per Snai.Nel 2007, applicando alla lettera le penali previste, il Gat i l Gruppo antifrodi tecnologiche della Finanza arriva a un calcolo stellare: tra tasse evase, contratti non rispettati, penali, multe e interessi, devono pagare 98 miliardi di euro, una cifra superiore alla raccolta lorda.È lepilogo di una vicenda incredibile, iniziata nel 2007 con la citazione dei magistrati contabili della Procura ligure per dieci concessionari: Cogetech, Sisal, Gamenet, Snai, Gmatica, Cirsa, Gtech.
Nel 2007 la Corte di Conti incaricò la Guardia di finanza di indagare sulla questione e il problema venne fuori.




La società, con base a Londra, ha già depositato ricorso alla Corte europea dei diritti delluomo, ed è commissariata dallo scorso agosto.Dopo la sua indagine, la Guardia di finanza stilò un rapporto in cui concludeva che non cera alcuna causa di forza maggiore a impedire il collegamento e che quindi, a norma di legge, le dieci società concessionarie avrebbero dovuto pagare per ogni slot machine.La penale più alta secondo il dispositivo della Corte è da 845 milioni per Bplus.A mettere in rete gli apparecchi avrebbero dovuto pensarci i concessionari, dieci soggetti privati selezionati dai Monopoli, pena una sanzione per ogni ora di mancato loteria nacional de hoy 31 de mayo 2018 collegamento.Conclusioni, che il telespettatore che incalza la giornalista con la domanda da fare ai politici non ne sappia ci sta.Per il conteggio e la precisa determinazione delle macchinette scollegate, il nucleo coordinato da Rapetto si serve dei dati forniti dallAnagrafe Tributaria, riuscendo così a circoscrivere con buona precisione il tempo di utilizzo delle slot senza collegamento.Gli altri concessionari avevano infatti già chiuso la vertenza pagando il 30 per cento delle somme dovute (430 milioni di euro) con il condono deciso nel 2013 dal governo Letta con il decreto Imu : la cambiale da pagare sullaltare delle larghe intese con Silvio.
Poi, semplicemente, prende in considerazione il contratto stipulato dai Monopoli con le società concessionarie e applica le penali previste per il mancato rispetto dellaccordo preso.





Una di queste è quella che riguarda un presunto condono ai signori delle slot machine di 98 miliardi di euro.