Marco Risi cha cha cha, 2013 yolande Moreau in, henri e, shirel Amitay la casa delle estati lontane, 2015).
È chiaro che fa paura, è una delle cose più terribili».
Nel 1995, mette in scena "La rabbia" dedicato a Pier Paolo Pasolini, seguito da "Barboni" che nel 1997 gli fa vincere il premio speciale Ubu "per una ricerca condotta tra arte e vita ricevendo anche il premio della critica nel 1998.Diventato grande amico di Robledo, agli inizi degli Anni Ottanta si trasferisce con lui in Danimarca, dove si uniscono al gruppo Farfa, diretto dall'attrice Iben Nagel Rasmussen, grazie al quale gireranno per l'Europa e poi il mondo.Luca Guadagnino ne, io sono l'amore (2009) tu cancion eurovision apuestas con, tilda Swinton, Marisa Berenson, Alba Rohrwacher, Diane Fleri e, edoardo Gabbriellini.Il cammino teatrale, cresciuto in una normale famiglia italiana, ancora liceale, frequenta la scuola di teatro di Savona, dove conosce l'attore argentino Pepe Robledo, arrivato in Italia per scappare alla dittatura del suo paese.È difficile rimanere artista, mentre l'artista è uno che fa un viaggio attraverso un non-conoscibile, non attraverso le sicurezze, ma attraverso le insicurezze, e andando attraverso le insicurezze il torbido lo scopri in te, e si avvicina alla follia, quando ti senti tu responsabile del.I documentari, nel 1998, porta a teatro "Guerra seguito da "Esodo".Francesco Cabras e Alberto Molinari.Potremmo appiccicare al teatro di Pippo Delbono moltissime etichette, forse la più azzeccata fra tutte è quella del "Teatro dell'assurdo".Tornato in Italia, comincia a lavorare al suo primo spettacolo teatrale "Il tempo degli assassini" (1987) che porta non solo in Italia, ma anche in molti carceri e villaggi del Sud America.
Morti bianche, il male, la guerra, Frank Sinatra, uomini in mutande che ballano o cantano sul palco, la ThyssenKrupp, movimenti, maschere.




Oramai, ha una compagnia tutta sua e può proseguire un percorso artistico intimo, ma anche allo stesso tempo collettivo che non si limita allo spazio del palcoscenico, ma usurpa anche la vita.Il mondo di Delbono è costituito da questi elementi che rappresentano le molte chiavi d'accesso a una realtà difficile da leggere.Nel 2012 partecipa al film.Verranno di seguito altri spettacoli teatrali carichi di innovazione scenografica, comunicativa, ma che soprattutto va aldilà del teatro: "Il silenzio" (2000 "Gente di plastica" (2002 "Urlo" (2004) e "Obra Maestra" (2007).È un buio feroce.A questi successi sul palcoscenico, si aggiungono "Itaca" ed "Her bijit" che verrà poi ripresa dai registi.Proprio in quegli anni, conosce la grande coreografa e ballerina Pina Bausch che, colpita da Delbono, lo invita a partecipare a uno degli spettacoli del suo Wuppertaler Tanztheater.Sicuramente, la sua opera più brillante.Bernardo Bertolucci, io e te, presentato al Festival di Cannes.Ed è proprio il documentario.Delbono, in particolare, si specializza nelle tecniche dell'attore danzatore dell'Oriente.Ma il teatro di Pippo Delbono non si può limitare a questo, perché ciò che vedi, ciò che ascolti e ciò che "senti" è qualcosa difficile da incasellare, diventa inclassificabile e provoca un misto fra bellezza fascinosa e sofferenza disturbata.Nel 2006, ritorna a tenere una cinepresa in mano e firma un altro forte documentario: Grido (2006 all'interno del quale racconta la sua vita, il suo bisogno di libertà, la sua grande amicizia e la sua convivenza con il sordomuto Bobò (un ex internato.Il tutto con un allestimento che prevede la partecipazione di attori, operai, musicisti, ma soprattutto extracomunitari e rom, proprio perché è a coloro che sono socialmente emarginati che il teatro di Delbono parla.



Guerra (2003 ispirato all'omonima piece teatrale, che gli fa vincere il David di Donatello per il miglior documentario.